
“Sara non parla più, non ride più, è fredda… non c’è più colore, non c’è più il ‘nostro sole’, non c’è più la brezza del mare che tu amavi tanto, non c’è più aria… C’è solo buio e abisso”. La madre di Sara Campanella, la studentessa 22enne uccisa due giorni fa a Messina, affida a Facebook il suo dolore. “Noi non sapevamo che era perseguitata – scrive Cetty Zaccaria -, lei pensava coraggiosa di gestire il suo NO!, perché non era niente per lei, non stavano insieme, lei voleva solo che la lasciasse stare, voleva vivere e sognare e laurearsi. Voleva chiedere la tesi di laurea in oncologia, una ricerca sperimentale mi diceva, per poi specializzarsi e poi fare anatomia patologica per fare le autopsie. E invece adesso l’autopsia la faranno a te, amore della mia vita! Bisogna SEMPRE parlare per denunciare! Aiutatemi a dare voce a Sara”.
Ieri a Messina è stata organizzata una fiaccolata in ricordo di Sara, nella Galleria Vittorio Emanuele. Alla manifestazione – organizzata da Udu, Non una di meno e Rete degli studenti – hanno partecipato diverse centinaia di persone con cori e striscioni per dire basta ai femminicidi e per esprimere solidarietà ai familiari della ragazza uccisa. I manifestanti hanno scandito più volte ad alta voce il nome di Sara.