
Ai pm che lo hanno interrogato Stefano Argentino, accusato di aver ucciso la collega universitaria Sara Campanella a Messina, ha detto di averla avvicinata il giorno del delitto per avere notizie su un’operazione a cui si era sottoposta e per capire perché non avesse riposto a un messaggio che lui le aveva mandato a gennaio. Il 27enne ha aggiunto che la ragazza, come era capitato in passato, si era mostrata fredda e indifferente. Dell’aggressione non ha voluto parlare limitandosi a dire di essere fuggito perché non sapeva cosa fare.
Secondo il gip che ha convalidato il fermo di Argentino, la madre di Stefano voleva aiutare il figlio a fuggire: “E’ stato acquisito un biglietto – spiega – scritto dalla madre dell’indagato, nel quale la donna faceva riferimento alla necessità di allontanarsi per un po’ con la scusa di curarsi, nonostante dai successivi accertamenti non risultassero suoi particolari problemi di salute. Dietro l’allontanamento si nascondeva la volontà della donna di aiutare il figlio a non farsi trovare”.